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FINESTRA ROSA – “Condividere un’opportunità per riflettere. creare legami, cercare l’armonia”

Il primo dicembre a Firenze, si è tenuto il 4° incontro di Finestra Rosa organizzato dall’Associazione Toscana Emofilici.
Appendice del progetto nazionale si è sviluppato sul territorio toscano.
Insieme con Ivana e la dottoressa Gianna Bellandi si sono riunite le rappresentanti delle macro regioni e le partecipanti toscane.
Ancora una volta si è aperta la finestra, sul delicato mondo femminile che si racconta senza più barriere.
La dottoressa Bellandi, con il suo prezioso counselling ha guidato il gruppo in questo nostro percorso di condivisione, alleggerendo dei passaggi di crescita che prima sembravano impossibili da superare.
Nel gruppo si instaura un legame molto speciale e unico tra le partecipanti, in cui si ritrova sempre un pezzettino di sé, e dalle cui storie c’è sempre qualcosa da imparare.
Dalla forza del gruppo emerge quanto lo stare insieme sia di sostegno e aiuto, si percepisce l’energia positiva dell’affetto che è andato crescendo negli anni.
Un’esperienza come opportunità di valori aggiunti l’ascoltare e il condividere. Condividere il mio tempo, forse i miei drammi. Mi sento solidale, e collegata a livello profondo. Il pensiero di appartenere a questa realtà infonde speranza, uscire da un guscio che spesso racchiude solitudine.
La magia del cerchio del silenzio, dove emerge l’improvvisa voglia di raccontarsi e l’ascolto ti avvolge come un caldo abbraccio pronto ad raccogliere quello che più intimo hai nel cuore.
Finisco con un grazie di cuore alla mie compagne di viaggio, a Rita per l’organizzazione.
Grazie Ivana, grazie Gianna per tenere sempre aperta la nostra Finestra Rosa.


FINESTRA ROSA, IL QUARTO INCONTRO A FIRENZE
Ascoltare con semplicità, senza pregiudizi, così riassumerei in sintesi il focus emerso in occasione dell’incontro di Finestra Rosa, svoltosi a Firenze, la Magnifica il primo dicembre scorso.
Il tema era: “Condividere; un’opportunità per riflettere, creare legami, cercare l’armonia”.
Un gruppo di noi, proveniente da città diverse per dedicare una giornata a comunicare agli altri i propri pensieri, sentimenti, idee piuttosto che il tenerli per sé, attiva, concretizza, dà forza all’azione.

UN LUOGO IDEALE PER RICEVERE E DARE SOSTEGNO
Il gruppo può essere il luogo ideale per dare e ricevere sostegno reciproco nel convivere con la condizione emofilica. La condivisione rafforza i legami sociali, accresce le nostre conoscenze sul mondo e, fattore forse più importante, stimola la risposta negli altri, permettendoci in qualche modo di vedere e conoscere meglio parti di noi stessi.
Nascono sempre queste giornate dal bisogno di ritrovarci per raccontare cosa è cambiato e cosa no, cosa ci aspettiamo che succeda ancora e su cosa ci siamo arrese.
E qui è il punto: dire ad una donna di arrendersi. Possiamo discutere sui concetti di pazienza, comprensione, sopportazione, anche, in alcuni casi, di negoziazione, ma mai di resa.
Anche la donna più indifesa o apparentemente fragile, fa fatica ad arrendersi, ha solo bisogno di avvertire l’abbraccio affinché di un incontro non resti solo il ricordo di bei momenti condivisi, ma il “segno” che su ognuna di noi è rimasto.
Allora prende forma l’importanza da dare a queste occasioni, così piene di contenuti.
Prende forma un bellissimo quadro di cui non sono il colore o il paesaggio a colpire, ma quella zona d’ombra un po’ nascosta, che dà senso e bellezza all’immagine.

IL TEMPO PER RACCONTARE PERCHÈ OGNI STORIA È UNICA
È il dolore che riesce a venire fuori perché finalmente si avverte che in quel preciso spazio, c’è il tempo per raccontare le proprie zone buie e infine sono le sfumature a rendere ogni storia, unica e irripetibile.
Per ognuna di noi c’è un ricordo, un incubo da cui scappare ogni volta, o una quotidianità così impegnativa da togliere il respiro. Allora è evidente che le parole che consolano e abbracciano non possono più bastare.
È stata una giornata particolare, va detto.
’intensità di tutte le narrazioni, è stata percepita in pieno, grazie al garbo e delicatezza con cui la dott.ssa Bellandi, psicopedagogista, semplicemente Gianna per tutte noi, ha saputo condurci, facendo uso appropriato delle parole.
Parole che costruiscono muri o abbattono pregiudizi e ipocrisia, se usate con cautela e rispetto.
Le parole salvano e condannano.

“Scetticismo, paura di essere incompresa, il pensiero egoistico che le altre non potevano capirmi, perché l’emofilia è il più piccolo dei nostri problemi.
Questi sono i pensieri che mi hanno accompagnato all’incontro di Finestra Rosa.
Le premesse non erano delle migliori, eppure la giornata è stata rigenerante.
La condivisione del mio dolore con mamme, mogli, sorelle è stato un dono prezioso.
La sensazione che ho provato non è stata quella di essere sentita ma ASCOLTATA.
Andando contro il mio essere ho messo a nudo le mie paure, sofferenze, con persone mai viste prima; eppure le parole uscivano come un fiume in piena perché condividere con chi ha toccato con mano il dolore ti fa sentire meno sola, il peso sul cuore si alleggerisce perché ti rendi conto che quegli sguardi, quelle parole, quei silenzi sono sinceri”.
Questo il messaggio di una giovane mamma che con la sua storia è riuscita a cogliere il significato vero da dare ad occasioni come questa.

Grazie a tutte.

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