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Le parole chiave per un sereno ritorno a scuola

Settembre tempo di scuola. Questo periodo rappresenta per tutti, bambini, genitori ed insegnanti un momento importante che cambia nuovamente la routine quotidiana dopo il periodo di vacanza estivo appena trascorso o che rappresenta una assoluta novità per chi fino a pochi mesi prima era ancora il piccolo di casa.

Come giungere quindi preparati a questo importante appuntamento? Semplicemente osservando alcuni piccoli accorgimenti, seguendo alcune parole chiave.

Consapevolezza

Il bambino che cresce deve essere sempre più reso consapevole di quali siano le caratteristiche della sua malattia. L’emofilia è una condizione che permette di vivere una vita assolutamente identica a quella degli altri compagni, ma per ottenere questo devono essere rispettate delle regole ben precise. Il bambino deve essere capace di riconoscere i rischi e i problemi correlati all’emofilia (sanguinamenti spontanei, emartri, ecc) in modo tale da prevenirli o intervenire per tempo per risolverli. Il bambino con l’inizio della scuola inizia una nuova vita sempre più staccata da quella dei genitori, pertanto è fondamentale aiutarlo a diventare quanto più possibile autonomo.

Anche i genitori però devono assumere la consapevolezza che il loro bambino sta crescendo e che non possono più avere un controllo assoluto su tutto quello che gli accade, i genitori devono rendersi consapevoli che è il bambino ad essere emofilico e che pertanto tutto quello che riguarda la sua salute deve essere condiviso con lui. L’inizio della scuola deve quindi coincidere con l’inizio del distacco del bimbo dal tranquillo ambito familiare, i genitori devono quindi favorire questo, non contrastarlo per paura di cosa possa succedere se loro non ci sono

Per quanto riguarda gli insegnanti consapevolezza coincide con conoscenza. Conoscere l’emofilia, con tutto quello che ne concerne, permette agli insegnanti di non isolare il bambino emofilico, di non ritenerlo un bambino diverso dagli altri, ma di integrarlo nella classe in modo identico a quanto avviene per gli altri alunni

Trattamento

Il bambino affetto da una forma grave di emofilia è generalmente trattato in regime di profilassi due o tre volte a settimana con il concentrato del fattore carente. Questa profilassi deve sempre essere eseguita in modo corretto per ridurre al minimo il rischio di sanguinamento soprattutto nei momenti più a rischio come a scuola dove il bambino corre, gioca e si diverte con i compagni o durante la pratica di una qualsiasi attività sportiva.

Il farmaco va infuso al mattino, prima di recarsi a scuola perché così si è certi che in circolo ci sia un quantitativo di fattore elevato, necessario a proteggere il bambino dai rischi. Infondere il bambino nel pomeriggio esclusivamente per una maggiore praticità vanificherebbe questo beneficio, il maggior quantitativo di fattore circolante si avrebbe infatti di sera/notte durante il riposo.

Il trattamento va rivalutato periodicamente e condiviso con i medici del centro emofilia. Se infatti il bambino modifica il proprio stile di vita, ad esempio aumentando l’attività fisica o l’orario di svolgimento della stessa, anche la terapia va modificata e personalizzata per renderla quanto più efficace possibile.

I bambini affetti da forme non gravi di emofilia non sono invece trattati in regime di profilassi e il fattore carente viene somministrato loro solo in caso di bisogno.

Primo soccorso

Tutti i bambini emofilici in profilassi o non possono svolgere le attività previste dal programma scolastico, gite e sport compresi, ma devono cercare di evitare quelle a maggior rischio di traumi.

In caso di lievi contusioni, di piccole ferite o di abrasioni superficiali è sufficiente nel primo caso, applicare ghiaccio e tenere a riposo la parte interessata; mentre nel secondo caso, le ferite vanno disinfettate, come viene abitualmente fatto ed eventualmente può essere applicato un po’ di ghiaccio per favorire l’arresto rapido del sanguinamento.

In caso di ferite più gravi, quando si rende necessaria l’infusione endovena del fattore della coagulazione carente, gli insegnanti devono prontamente avvertire i genitori ed eventualmente predisporre il trasporto del bambino al Pronto Soccorso.

Trasporto immediato al Pronto Soccorso e somministrazione del concentrato di fattore devono invece essere messe in atto in caso di trauma cranico per prevenire il rischio di emorragia cerebrale.

Serenità

Osservando alcune piccole norme precauzionali il bambino emofilico può quindi vivere la propria esperienza scolastica con serenità. La scuola rappresenta per i bambini il primo passo verso la vita adulta e far capire loro che non ci sono ostacoli insormontabili causati dall’emofilia può senz’altro renderli più consapevoli riguardo le loro possibilità future. Genitori ed insegnanti possono anch’essi vivere con serenità questo periodo, i trattamenti ad oggi a disposizione riducono notevolmente i rischi e rendono infatti i bambini emofilici del tutto paragonabili ai loro compagni.

 

Dr.ssa Samantha Pasca

Centro Emofilia di Padova

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