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L’IMPORTANZA DELLA VOCE DEI PAZIENTI NELL’ACCESSO AI FARMACI

Amsterdam, Olanda. 7-9 settembre 2018.
Da una parte la crisi economica del 2008 che ha gravato sui Sistemi Sanitari Nazionali e ha lasciato i payers sempre più diffidenti nei confronti di nuovi e costosi prodotti farmaceutici; dall’altra parte una malattia come l’emofilia che, mai come oggi, vede così tante opzioni di trattamento diverse e innovative.
Sono queste le premesse del 2018 EHC Workshop on Tenders and Procurement promosso dall’European Haemophilia Consortium (EHC) al quale hanno partecipato 20 persone provenienti da tutta Europa.
Non è semplice spiegare cosa significhi “Tenders and Procurement”.
In Italia questa terminologia viene spesso associata all’accesso al mercato di un farmaco; in realtà è molto più di questo: si tratta di un vero e proprio processo di analisi di diversi fattori che permettono di capire il reale valore di un prodotto farmaceutico.
In tutte le Nazioni il tavolo dei decisori è costituito dal governo e dalle aziende farmaceutiche; sono pochi i casi in cui vengono coinvolti anche i clinici e i pazienti, i veri portatori di interesse.
In questo modo prevale la scelta basata sull’aspetto economico e non quella sul Most Economically Advantageous Tender (M.E.A.T.), che consente di tenere conto degli aspetti qualitativi, tecnici e della sostenibilità in termini anche, ma non solo, di prezzo.
Perché, come giustamente dice Brian O’Mahony – presidente dell’EHC: “Se tutti i farmaci sono uguali e cambia solo il prezzo, perché abbiamo bisogno di un medico? Mandateci gli ufficiali governativi e dateci quello che costa meno”.
L’Irlanda, nazione in cui O’Mahony è riuscito a portare i pazienti ai tavoli governativi, è un caso virtuoso: dal 2002, anno in cui si è cambiato il modo di prendere decisioni sui farmaci, al 2014 sono diminuiti i prezzi dei trattamenti con FVIII di quasi il 20% e, contemporaneamente, è aumentata del 60% la quantità di FVIII pro capite disponibile, con un costo evitato in 12 anni di 162,18 milioni di €.
Cifre da capogiro quelle dell’Irlanda, che fa da leva ad altre Nazioni come Danimarca, Portogallo e Regno Unito.
Tutto questo grazie ad un nuovo modo di pensare, non più basato solo sul prezzo (criterio trainante nella maggior parte dei Paesi), sull’efficacia e sulla sicurezza, ma anche su nuove voci come la qualità del prodotto (per esempio la sua stabilità fuori dal frigorifero oppure la tracciabilità di ogni vial), la disponibilità della fornitura di farmaco (il numero di siti e la capacità di produzione, il livello minimo di fornitura garantito) e il supporto tecnico e scientifico sia per clinici che per pazienti.
Un processo necessario per includere e comprendere il cambiamento nei trattamenti: da farmaci ad emivita standard a quelli prolungata, fino alla possibilità reale del sottocute o quella poco più lontana della terapia genica; una vera rivoluzione che ci impone di pensare: i futuri farmaci verranno valutati con un prezzo per IU o per mg?
Quanto è importante calcolare il costo di un paziente per anno piuttosto che per singolo trattamento?
E ancora: sarà necessario monitorare la qualità di vita del paziente in un periodo di tempo molto lungo?
Tutti spunti di riflessione che vanno a sbattere contro la realtà. Questo perché in Italia il sistema è complesso e difficile da comprendere: è vero, a livello centrale si valutano i farmaci che vengono poi inseriti in Gazzetta Ufficiale, ma è a livello Regionale e a volte addirittura locale che si gioca la partita più importante: quella dell’accesso alle cure da parte dei pazienti.
Ecco perché la consapevolezza da parte delle Autorità che i pazienti possono e devono aiutare nelle fasi decisionali deve partire proprio dalla base per poi arrivare a livello centrale.
I pazienti, insieme ai loro clinici, rappresentano quel movimento, troppo spesso ridotto ad uno sterile dialogo, capace di cambiare le carte in tavola e orientare le decisioni.
Partecipare ai meeting internazionali non significa solo comprendere i processi attivi nelle diverse Nazioni, ma al contempo, contestualizzare le informazioni all’Italia, alla realtà di tutti i giorni, cercando di migliorare sempre di più.

Enrico Mazza