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“Oh!…mondo!… soltanto adesso io ti guardo…”

Una grande scienziata medico-ricercatrice che mi onora della sua amicizia e della sua stima e che non appare su questo giornale da qualche anno, da me interpellata per un’intervista mi ha così accolto: “Se e quando finirà questa pandemia, riferisci ai tuoi lettori che non sarà ancora l’ultima spiaggia per la nostra civiltà ma la natura, ne sono convinta, si sta preparando a ben altre dimostrazioni di forza.
Quello che riteniamo il nostro mondo potrebbe trasformarsi in una trappola mortale se non ci decidiamo a correggere drasticamente i nostri atteggiamenti”.
Queste parole mi hanno fatto pensare all’immagine del mondo che vi presento.
E dopo l’Italia incerottata del mese di gennaio, vuole essere una sorta di continuazione del messaggio legato a questo periodo (un po’ lungo per la verità) che stiamo vivendo.
Nessuna categoria di persone o di continente si salva da questo epocale “disastro”, o meglio, di progressiva distruzione delle certezze che vengono dalla nostra cosiddetta civiltà avanzata.
Una civiltà che potrebbe rischiare di essere spazzata via da un minuscolo virus e che non si rende ancora conto di quanto sia fragile la nostra effimera convinzione di dominatori di questo mondo.
“Questo mondo”… che mi permetto di trasformare in “corona virus”.
E mentre guardo l’immagine mi torna all’orecchio una canzone del 1965 intitolata appunto “il mondo”
che i miei lettori “diversamente giovani” come me ricorderanno e soprattutto nei versi che affermano:

“Oh mondo!…
Soltanto adesso io ti guardo
Nel tuo silenzio io mi perdo
E sono niente accanto a te….
Il mondo…
Non si è fermato mai un momento
La notte segue sempre il giorno
Ed il giorno verrà”…

Quale giorno ci chiediamo tutti oggi… Io per primo?…
Quello in cui finirà questo incubo o quello durante il quale ci renderemo finalmente conto che le divisioni fra razze, fra stati o continenti dovranno finire?….
E veniamo a questo numero del giornale che ci parla, appunto, ancora tanto di “corona virus”.
Ci parla anche del diritto alla salute di tutti i popoli della terra, cioé di questo mondo che oggi ci si rivolta contro.
Certamente parliamo anche di emofilia e di talassemia come facciamo da quasi cinquant’anni, ma lo facciamo in modo diverso, rispondendo alle domande che i lettori ci rivolgono, attraverso i nostri esperti o riportando interviste nelle quali cercano di rendere questo momento meno incerto.
Ecco, la parola penso possa proprio essere questa.
Siamo di nuovo nell’incertezza e noi che ci rivolgiamo a categorie di persona che hanno vissuto oltre alle problematiche legate alle patologie delle quali soffrono, periodi in cui si è parlato di infezioni come HIV o HCV ed ora questa che ancora non si riesce a definire al meglio della quale non si vede la fine.
Viviamo con un incubo chiamato Covid-19, immersi in zone gialle o rosse o chiusi in casa per il cosiddetto “lockdown”.
Parliamo anche della nuova incertezza, quella legata ai vaccini, alle priorità, alle categorie protette, alle persone a maggior rischio o più deboli e le categorie di persone alle quali ci rivolgiamo si sentono di avere un nuovo problema attraverso nuove domande.
Quale vaccino?…..
Come farlo?
Quando farlo?…
Ecco… allora… appunto…
Questo è un altro di quei momenti di stare “virtualmente abbracciati”, perché soltanto così potremo superare un’altra prova non facile.
Tutti insieme… senza divisioni.

Brunello Mazzoli

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