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RUBRICA LEGALE – EQUA RIPARAZIONE

L’impressione è che in questo 2018 qualcosa si stia muovendo un po’ di più che nel recente passato.
Sarà che, in vista delle scorse elezioni di marzo, i partiti si sono decisi a risolvere con una norma di legge la situazione degli eredi iure proprio, sarà per l’impegno del nuovo Direttore Generale Dott. Massimo Casciello e della Dirigente Dott.ssa Giulia Giordano, … fatto sta che qualche “buona notizia” l’abbiamo.

Il 2017 si era concluso con la “proroga” del termine entro cui concludere l’iter di cui alla legge 114/2014 (equa riparazione) dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2018.
Oggi, a metà 2018, possiamo dire che i pagamenti stanno procedendo e, questa volta, il termine del prossimo 31 dicembre dovrebbe essere quello definitivo.
Poi, come dicevamo, anche gli eredi iure proprio, cioè i familiari di persone decedute, familiari che avevano agito per il risarcimento del danno da loro stesse subito per la morte del congiunto, sono stati esplicitamente ammessi al beneficio dell’equa riparazione (mentre fino ad alcuni mesi fa non venivano considerati “danneggiati” e quindi meritevoli di un ristoro economico).

Ancora, invece, deve essere presa una decisione definitiva sulle posizioni di chi iniziò la causa di risarcimento dopo il 1° gennaio 2008: ci è però parso di capire che al Ministero sarebbero favorevoli a definire in via bonaria il contenzioso anche di questi danneggiati (stiamo parlando di circa 300 persone), ma che è necessario un intervento legislativo (come è stato fatto per gli eredi iure proprio).
Al nuovo Ministro della Salute, al nuovo Governo e al nuovo Parlamento il compito di affrontare questa problematica.

Ricordiamo infine che si era già “sbloccata” la posizione di coloro che ebbero il riconoscimento dell’ascrivibilità (legge 210/92) successivamente al 19.01.2010, ma con effetto retroattivo rispetto a tale data: anche tali persone sono “in coda” per ricevere l’equa riparazione.

INDENNIZZO LEGGE 210/92   
Molti beneficiari dell’indennizzo legge 210/92 devono ancora ricevere in tutto o in parte gli “arretrati” della rivalutazione: in questo caso, però, la responsabilità è di alcune Regioni, della loro disorganizzazione e dei loro problemi di bilancio (pur avendo ricevuto i fondi dallo Stato).

Rimane invece, a livello ministeriale, il grave problema di oltre 5.000 sentenze in materia di rivalutazione indennizzo, riconoscimento indennizzo e risarcimento, passate in giudicato e quindi definitive, che il Ministero della Salute non ha eseguito; sentenze risalenti all’anno 2013 e successivi.
La richiesta che facciamo è che si passi presto dalla gestione dell’ “emergenza” (le sentenze rese dai TAR in sede di ottemperanza) a quella ordinaria, eseguendo le sentenze di Tribunali e Corti una volta che vengono pronunciate e nei tempi di legge (120 giorni).
In un Paese che vuole definirsi uno Stato di diritto è necessario che il Governo sia il primo a rispettare le leggi e le decisioni giudiziarie che lo riguardano.

PROCESSO DI NAPOLI
è il processo a carico di esponenti della sanità e delle aziende farmaceutiche per la morte di tanti emofilici a causa di emoderivati (farmaci “salvavita”) che erano infetti (aids e/o epatite): ci aspettiamo risposte, perchè sia fatta luce su una delle pagine più oscure della sanità del nostro Paese. Ci aspettiamo verità e giustizia.

INFORMAZIONE
Pur riconoscendo il grande impegno dei dirigenti e funzionari del Ministero della Salute, pur dando atto dell’esistenza di un rapporto costruttivo col Ministero, nel rispetto dei reciproci ruoli, non possiamo che invocare nuovamente maggior informazione e maggior trasparenza.
L’obiettivo immediato deve essere quello di fornire pubblicamente e periodicamente aggiornamenti sulle questioni sopra citate, fornendo “numeri”, tempistiche e spiegazioni.
L’obiettivo successivo deve essere quello di consentire ai singoli di consultare in via telematica, nel rispetto della privacy, lo stato delle pratiche personali e della propria posizione.
 
Avv. Marco Calandrino del Foro di Bologna

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