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EMOFILIA E FISIOTERAPIA NEL CONTESTO MULTIDISCIPLINARE

Lavoro da 20 anni al centro emofilia di Milano.
L’esperienza fisioterapica è cresciuta con i pazienti emofilici nel corso di questi anni.
Dal 1994 ad oggi gli interventi riabilitativi hanno ricoperto sempre maggiore importanza e la mia formazione in osteopatia e più tardi in posturologia ha permesso alla riabilitazione di avere uno sguardo più ampio nella cura e nella prevenzione dell’apparato muscoloscheletrico di quanto non accadesse in quel periodo.
Nel 2002 ho disegnato il mio primo progetto che ha reso routinario il checkup muscoloscheletrico annuale per tutti i pazienti e non solo per i post operatori o per i pazienti acuti con emartro.
Chiaramente non erano tempi in cui si poteva dar luce a questi metodi innovativi e ancor più non erano tempi in cui la fisioterapia era accolta dai pazienti con piacere ed entusiasmo.
Ci sono voluti anni di lavoro sul campo e in questo sono sempre stata accompagnata e sostenuta dai medici del centro e dall’associazione.
Ora dopo tutti questi anni con grande soddisfazione comincio a vedere i frutti del grande lavoro svolto.
È stata e continua ad essere un’esperienza di vita oltre che di professione.
A coronare questo percorso è stata la costituzione di un equipe multidisciplinare integrata capace d’interagire per trovare la la risposta alle necessità cliniche ed umane del paziente.
Ora l’invito a parlare ad AIFI così come la nomina di Professore a contratto all’Università di Pavia nella facoltà di fisioterapia sono per me delle vittorie che dedico a tutti i miei pazienti con l’impegno di rendere sempre più capillare la conoscenza e la gestione fisioterapica a tutti i colleghi che si vorranno appassionare alla cura dell’emofilia.

RAZIONALE WEBINAR AIFI
A dicembre 2020, mi è stato chiesto di tenere un webinar, che ho sviluppato con la giovane collega Valentina Begnozzi, patrocinato da AIFI, e intitolato Emofilia e fisioterapia nel contesto multidisciplinare.

Questo è stato un evento di rilievo perché ha segnato l’apertura del mondo della fisioterapia, impersonato da AIFI, a un mondo finora considerato di nicchia come quello dell’emofilia; grazie a questo primo passo verso la divulgazione, possiamo dire che ci sono i presupposti per rendere sempre più consapevoli diverse figure professionali della gestione di questo paziente complesso.
Per far questo è necessario informare, ma anche formare. In questo webinar abbiamo avuto quindi la possibilità di raccontare la storia dell’emofilia e del complesso rapporto tra fisioterapia e patologia. Mi sono focalizzata sull’evoluzione di questo rapporto, e di quanto sia stato lungo arrivare a contestualizzare la fisioterapia nell’ambito di una equipe multidisciplinare. Anche la multidisciplinarietà rappresenta in emofilia un concetto nuovo e in evoluzione: l’equipe, formata da figure professionali differenti, con competenze diverse, deve quindi diventare complementare, cioè capace di creare i presupposti di una cura che tenga in considerazione le intuizioni di ciascuno. Il paziente, protagonista attivo, viene osservato e ascoltato a 360°, e solo un approccio del genere rende realmente efficace la terapia.

Abbiamo ideato un percorso che, partendo dalla definizione di emofilia e dalle sue conseguenze sull’apparato muscolocheletrico, si è sviluppato nella descrizione delle figure che operano attorno al paziente e alle modalità che rendono efficace l’osservazione per la pianificazione della loro cura. Nel presentare gli strumenti a disposizione, ampio spazio è stato dato anche alla ricerca, cioè al ragionamento che ha portato ad attuare determinati modus operandi nella visita clinica con lo scopo di individuare gli ambiti di miglioramento e le criticità più comuni, che ci permettessero quindi di estrapolare la strategia adeguata per la cura di quel paziente. Capire se sia più indicato il tape, la terapia manuale, la terapia fisica o la ginnastica adattata in acqua o a secco diventa la sfida quotidiana per un professionista esperto di questa patologia. Abbiamo tanti strumenti a disposizione, capire quale sia il più indicato è compito di una equipe esperta.

Elena Boccalandro

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