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il fatto

La nascita del nostro giornale e dell’associazione di Ravenna si possono datare al 1954, quando Vincenzo Russo, un bambino di otto anni, viene salvato da un prodotto chiamato globulina gamma.

Ecco cosa si leggeva su “L’Avvenire d’Italia” del 21 marzo 1954:

In questi giorni l’Ambasciatore degli Stati Uniti Clara Boothe Luce ha ricevuto una lettera di ringraziamento dal piccolo Vincenzo Russo, il bambino di Brescello affetto da emofilia che nel gennaio scorso poté essere strappato alla morte mediante la somministrazione di un certo quantitativo di globulina gamma anti-emofilica appositamente inviata in Italia per via aerea dal Dipartimento per la Sanità del Michigan.
Come i lettori ricorderanno il prezioso farmaco, assolutamente irreperibile in Italia, era stato chiesto a Washington dalla signora Luce dietro preghiera dei genitori del bimbo. Il piccolo Vincenzo Russo, che ora è sulla via della più completa guarigione, ha scritto la seguente lettera all’Ambasciatore Americano:

Cara signora Luce,
Le voglio tanto bene perché Lei è buona come la mia mamma e la mia zia. Pregherò sempre per Lei. Sono commosso per il fatto di vedere tanta gente buona. Dicono tutti che il mondo è cattivo e invece non è vero. Visto che Lei è tanto buona Le rivolgerei una grande preghiera, pregandola di dire ai medici americani, cioè quelli che hanno trovato la medicina, di cercare di farne di più e produrne tanta perché non ne ho bisogno soltanto io quando mi esce il sangue ma anche tanti altri ragazzi malati come me. Io ho ancora tre denti che devono cadere ma sono finalmente tranquillo perché non mi ridurrò più in fin di vita. Bambini e gente che non conosco mi hanno scritto moltissime lettere. Tutti dicono che pregheranno per me e per Lei che è tanto buona. Fra pochi giorni, per merito Suo potrò tornare a scuola. La bacio tanto pregando Iddio di mantenerla sana e buona come merita.
Il suo salvato Vincenzo Russo.

La signora Luce così rispose:

Caro Vincenzo,
ti sono molto grata di avermi scritto. Sono felice di sapere che sei quasi guarito e che presto tornerai a scuola. Comunque non devi ringraziare me per la medicina. Accetto i tuoi ringraziamenti ma a nome di molti americani che li hanno meritati: quelli di Washington, che hanno interrotto il lavoro per cercare la medicina; i medici del Michigan che la preparano; gli aviatori che hanno compiuto un lungo volo per portarla in Italia. A noi americani c’è stato insegnato a credere che salvare la vita di un bambino è importante come salvare quella dell’uomo più famoso del mondo. Oggi i nostri due Paesi lavorano insieme per un mondo migliore per te e tutti i bambini. Sono certa che sarai felice di sapere che moltissime persone conoscono l’importanza del problema dell’emofilia, dopo aver letto sui giornali la tua storia. L’Alto Commissariato per la sanità è ora in grado di intervenire in molti casi analoghi al tuo. Come vedi dunque, tu hai contribuito a migliorare la sorte di tanta gente malata. Che Dio ti protegga e ti benedica.
La tua amica Clara Boothe Luce.