Firenze- 1 dicembre 2019, L’incontro di Finestra Rosa organizzato dall’Associazione Toscana Emofilici.
“Il gruppo è respiro”: questa è l’affermazione di una partecipante all’incontro di Finestra Rosa che si è svolto a Firenze il primo dicembre scorso e il cui tema era l’importanza della condivisione come opportunità per riflettere e creare legami.
«Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora entrambi abbiamo due idee»
George Bernard Shaw
La condivisione è stata il fil rouge di tutti gli incontri di Finestra Rosa, una condivisione fatta di vissuti difficili, di risorse, di scoraggiamenti, paure, rinascite con l’obiettivo di ampliare i propri orizzonti, creare suggestioni, concepire nuove idee per convivere con l’emofilia e, ancor meglio, far partire da una storia altre storie.
C’è un rapporto reciproco tra la narrazione dell’esperienza vissuta e struttura del pensiero, l’una serve all’altra; ci aiuta a dare forma alla propria storia che a volte preme confusa dentro di noi.
Narrarsi e rinarrarsi è ogni volta un’occasione per dare una sistemazione nuova alla storia che pensavamo già di conoscere.
La narrazione influenza anche chi ascolta, attiva ricordi, emozioni sopite, attiva riflessioni, immette nuovi punti di vista, per organizzare una diversa strutturazione delle proprie vicende.
Nell’incontro nessuno rimane com’era.
L’atmosfera che si crea con la narrazione, nei gruppi di finestra rosa, è prettamente relazionale, è una comunicazione alla reciprocità e si crea quello scambio tra il narrante e l’ascoltatore fatto di risonanze individuali e partecipative.
Nell’esperienza del dare, ricevere e chiedere, (inteso ovviamente in senso non solo pratico e concreto ma anche dal punto di vista affettivo, ideale o anche metaforico) si creano legami affettivi, intimi e significativi. In fondo la possibilità di scambiarsi qualcosa attiene a questa specifica esperienza del dare, ricevere e chiedere.
Ecco alcune riflessioni delle partecipanti:
“Il gruppo è un’infusione di forza e coraggio. Mi porto a casa tanta ricchezza.
“Aiuto! E’ caduto il muro fra l’aiuto dato e quello ricevuto. Io ti do, tu mi dai. Ci sono.”
“Mi devo e voglio salvare, per essere più d’aiuto.”
“L’empatia è necessaria nella condivisione del dolore.”
“La comunità non lascia solo nessuno, sei tu insieme ad altri. La comunità è la forza di ognuno che si unisce. Comunità è contrario di solitudine. La comunità è un corpo di energie che non si esauriscono.”
“Calore: quando meno te lo aspetti arriva. Anche da chi non te lo saresti mai aspettato.”
“La forza del gruppo è capace di accogliere la fragilità e il modo migliore è attraverso l’ascolto.”
“Insieme, che bella sensazione. Capire che ogni piccolo gesto può significare molto. Siamo uguali e diverse ma la condivisione vince.”
“Siamo insieme, mi sento molto vicina a tutte le persone sedute accanto a me.”
“L’empatia è il modo più profondo per legarsi ad un altro individuo, ma soprattutto a me stessa.”
“Luce dal buio, perché se non ci fosse il buio la luce non potrebbe scaturire.”
Grazie a tutte con il nostro tradizionale saluto:
Ti accolgo.
Ti rispetto.
Ti porto nel cuore.
Ti lascio andare.
Dr.ssa. Gianna Bellandi
Psicopedagogista,
mediatrice familiare,
counsellor di formazione Rogersiana.
—————–
ACP: (Approccio Centrato sulla Persona) con esperienza trentennale in campo educativo, in consulenze, gruppi, colloqui individuali. La sua attività è orientata ai temi della genitorialità e della famiglia con approccio sistemico.
Sono al suo attivo numerosi gruppi di auto-aiuto e gruppi tematici in ambiti di crescita personale.
Da diversi anni si occupa delle problematiche legate all’emofilia e delle difficoltà nella condizione celiachia, organizzando gruppi e formazione mirata per il personale medico e paramedico.