Si è svolto martedì 11 gennaio un incontro dal titolo: “Verso un nuovo Piano sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna”
E’ un progetto regionale che coinvolge una platea di figure sul piano istituzionale, sociale, sanitario ed enti del terzo settore, che concorrono a delineare il Piano Regionale Sociale e Sanitario della Regione Emilia Romagna in un’ottica di democrazia partecipata.
Il precedente documento quinquennale, tutt’ora in vigore, è formato da trentanove schede attuative, più una straordinaria a causa del Covid 19.
Sono documenti d’indirizzo per i Piani di Zona, e gli Uffici di ogni ordine e grado di tutte le figure istituzionali che fanno parte del progetto.
La giornata è servita, ad illustrare l’intero programma ed i successivi passi che si svolgeranno in 25 incontri tra marzo e maggio, con la formazione di Gruppi di lavoro.
La Dott.ssa Fabrizia Paltrinieri, dell’Ufficio delle Politiche Sociali della Regione, ha illustrato, con delle slide tutti i processi di costruzione del nuovo piano quinquennale, da cui nasceranno i Documenti di Indirizzo per i Piani di Zona.
L’IMPORTANZA DELLA PRESENZA DELLE ASSOCIAZIONI AL TAVOLO
Questo è il primo di una serie di servizi che serviranno per fare comprendere quanto sia importante “sedersi” a questo tavolo e intervenire come associazioni di volontariato.
All’incontro sono intervenute diverse cariche regionali come ad esempio l’Assessore alle Politiche per la Salute Donini, che ha suddiviso le criticità in sei punti fondamentali, parlando delle Realtà Territoriali e che sono:
1. Equità e lotta alle disuguaglianze sociali;
2. Bisogno di protezione e di benessere individuale nel contesto sociale di riferimento;
3. Intersettorialità, composizione di prospettive nuove nel campo dei servizi dove c’è vulnerabilità sociale.
PNRR (Missione 6), (130 Case della Salute in ER)
4. Digitalizzazione – Rafforzamento FE – Rapporto con MB – Telemedicina;
5. Piano flessibile, linee d’indirizzo;
6. PSSR – Politiche a sostegno della famiglia (Caregiver) – Rapporto con realtà private accredita, sistema integrato diritti universali.
E’ poi intervenuto, Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, Presidente ANCI dell’Emilia Romagna, che ha parlato della solvibilità dei Comuni e delle problematiche di equilibrio e della capacità produttiva che devono affrontare nei rapporti con le ASP (Aziende Pubbliche dei Servizi alle Persone), sul proprio territorio, dei bisogni e dei giovani, di quanto vivo e vivace sia questo bisogno e di quanta “co-programmazione “ richiederebbe”.
L’intervento del Sindaco di Carpi, Bellelli, da programma, Responsabile regionale Welfare ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), è servito soltanto a raccontare e rafforzare la propria esperienza sul territorio.
Tra gli interventi della mattinata, degno di nota è stato quello della Presidente dell’UDI, che ha ribadito il concetto il cui centro del documento dovrebbe essere “La Parità di Genre”.
Alberto Alberani, Presidente delle Coop ha affermato che la parte sociale è fondamentale per la costruzione del documento.
Marina Balestrieri, rappresentante di CGIL-CISL-UIL, ha affermato di voler vigilare per una più equa ridistribuzione dei diritti!
Elly Schlein, vice presidente della Regione ha affermato:
“. . .ricordiamoci che un lavoro ci aspetta, e il documento finale che dovrà arrivare entro il 2022, dovrà avere questi punti:
• Riorientare
• Le criticità
• Traiettorie
• Quali priorità?
• Governance
Dovremo lavorare sulla prossimità, quelli che in gergo vengono chiamati “Comunity lab”.
Lo scorso documento è stato concepito sotto forma di schede attuative.
Le 39 iniziali a cui poi è stata aggiunta quella per il Covid, ha avuto un fondo finalizzato di 24.000.000 di euro a fronte di una costo di 4.000.000 di euro della sola scheda Covid; tutto ciò in un solo anno.
Dobbiamo puntare un focus su quattro punti;
1. La riduzione dei divari;
2. Ritiro sociale giovanile educativo
3. La domotica;
4. Co-housing per la disabilità.
Il confronto costante e partecipato, la sostenibilità, conto capitale, dovremmo chiedere maggiori risorse nazionali, ora che ci sarà anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), perchè è chiaro che la Regione da sola non è in grado.
Ed i numeri sono questi:
Fondo povertà 2019
43.000.000 di euro
Fondo sociale 2021
57.000.000 di euro
Ultimo, ma non ultimo, ricordo nel 2015, nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ci siamo posti ben 17 obbiettivi prima del prossimo Natale in Regione, tra cui tre priorità:
1. Gender mainstreaming;
2. Politiche pubbliche;
3. Patto per il clima ed il lavoro”.